Perché IL NOSTRO PANE è COSì BUONO

Tanti nostri clienti, ci fanno i complimenti per il pane che serviamo.

A tal proposito, vogliamo scrivere questo articolo, spiegando il perché il nostro pane è così buono.

Ci sono diversi fattori che conferiscono al nostro pane le tipiche caratteristiche di profumo, gusto, sofficità e morbidezza.

Tre sono gli elementi fondamentali.

 1 – Innanzitutto, il pane che assaporate all’interno della nostra Enogastronomia, è un pane a LIEVITAZIONE NATURALE.

Che cosa significa? Te lo spiego subito

La lievitazione rappresenta la fase più importante del processo per la produzione di un pane di qualità. Ecco perché diamo molta importanza a questo aspetto.

Il lievito naturale o lievito madre è stato il primo sistema di lievitazione, adottato sin dai tempi antichi quando il pane veniva fatto in casa.

Consisteva nella preparazione di un impasto a cui veniva aggiunto, a secondo delle tradizioni, latte fermentato, frutta secca come uva, prugne, fichi, miele, birra allo scopo di avviare un processo di sviluppo microbico tale da far rappresentare la “madre”, come una specie di terreno di coltura mista di microrganismi, lieviti selvaggi di vario tipo e batteri lattici e propionici.

Questo tipo di lievitazione ancora oggi viene impiegata da quei panificatori che vogliono dare ai propri clienti un pane con l’odore ed il sapore del “buon pane di una volta”.

Per la presenza di una microflora estremamente eterogenea, legata anche alla microflora dell’ambiente in cui il pane viene prodotto e dei tempi di processi notevolmente più lunghi, il lievito naturale offre, rispetto al lievito di birra, numerosi vantaggi che possono essere così sintetizzati:

– maggior aroma;
– migliore sapore;
– rallentamento del processo di raffermamento;
– qualità nutrizionale (migliore digeribilità ed assimilabilità)

 2 – Il nostro pane è cotto con FORNO A LEGNA

Cuocere il pane nel forno a legna è la soluzione ideale per chi ama il gusto dei cibi cucinati alla brace come ad esempio la pizza, i dolci e lo stesso pane. Si tratta di un metodo che ricorda i sapori di una volta e favorisce la riscoperta di un sistema sano ed economico per cucinare.

3- Utilizziamo solo farina di grani antichi, quindi non 00

Siamo solitamente abituati a mangiare la tradizionale farina di grano tenero bianca 0 o 00, con la quale produciamo pane, pasta, prodotti da forno, dolci, ecc..

Questa farina però, viene ricavata da un grano prodotto su larga scala, selezionato e modificato nel corso degli anni, per rendere più ricca ed abbondante la produzione, un grano però molto povero dal punto di vista nutrizionale.

Da Alfredo, promuoviamo il benessere e la nutrizione nell’alimentazione di ogni persona, ecco perché utilizziamo farina di grani antichi per il nostro pane. Ci sono 5 vantaggi:

 NON HANNO SUBITO ALCUNA ALTERAZIONE

I grani antichi non sono mai stati rimaneggiati geneticamente dall’uomo, per questo motivo hanno una resa molto minore rispetto al più diffuso e moderno grano.

Le spighe si presentano alte e con sfumature scure e chicchi irregolari. Non sono lavorati a livello intensivo, per questo hanno anche un prezzo di vendita più alto, con un prodotto però più sano e genuino.

  1. SONO MENO RAFFINATI

Viene utilizzata la macinazione a pietra generalmente per lavorare i grani antichi: la farina che si produce è perciò molto meno raffinata rispetto a quella prodotta con grano moderno.

Si mantengono molto di più le proprietà nutrizionali presenti.

  1. CONTENGONO MENO GLUTINE

Il grano moderno è molto ricco di glutine, con tutti gli svantaggi che comporta al nostro organismo.

I grani antichi, invece, mantengono un rapporto più equilibrato tra amido e glutine, con una percentuale minore di questo proteina di cui tanto si discute.

  1. SONO PIÙ DIGERIBILI

La minor presenza di glutine, rende la farina ricavata e quindi ogni prodotto, molto più leggero, digeribile e assimilabile di quelli realizzati con il grano moderno.

Non vi dovete preoccupare, i grani antichi sono adatti ad ogni tipo di preparazione!

  1. TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ

Utilizzare grani antichi, significa tutelare la biodiversità del proprio territorio o di altre zone d’Italia.

 

 

 

 

 

 

“LA SCELTA “DA ALFREDO”

Vi siete mai trovati a dover prendere delle scelte?

Non parlo di scelte come prendere la macchina o andare a piedi, oppure scegliere una margherita ouna diavola.

Parlo di scelte importanti che ti cambiano la vita. Scelte che ti condizionano e che segnano la tua strada.

Sicuramente anche Voi durante la Vostra vita avete dovuto prendere delle scelte. Oggi, però, voglio raccontarti la storia di una delle scelte più difficili che abbia dovuto mai prendere: la scelta di chiamare la mia attività “da Alfredo”.

Scegliere un nome non è mai una cosa semplice, sia che si tratti del nome da dare a un bambino, da dare ad un cane o ad un’attività. Scegliere è sempre una cosa difficile, ma posso garantire che è come andare in palestra. Più ti alleni, più i muscoli crescono. Più prendi decisioni, più diventi un decisore seriale.

Era un bel periodo della mia vita. Era estate ed ero in vacanza in Sicilia. Il vento sapeva di mare e di agrumi. Nei vicoletti del centro storico il dialetto siciliano lo sentivamo cantare. In quella terra il tempo sembrava essersi fermato.  Con la mia famiglia al seguito, stavamo trascorrendo un meritato riposo. Come si dice, la quiete prima della tempesta. Si perché a Settembre, una nuova sfida mi avrebbe atteso. Avevo deciso di rischiare, di dare ragione al mio istinto, ed avevo deciso di aprire la mia attività.

Era quasi tutto pronto. Sapevo cosa dovevo fare, come lo dovevo fare e addirittura sapevo anche il perché avevo optato per quella scelta. Avevo deciso di aprire un’attività ristorativa perché adoro far stare bene le persone e farle mangiare bene, facendole sentire a casa. Tutto pronto per una nuova partenza. L’entusiasmo era un mix tra paura ed eccitazione che è tipico delle nuove avventure.

Tutto pronto si…tranne il nome. Sembra paradossale ma è proprio così. Era tutto pronto, ma ancora non sapevo il nome da dare alla mia nuova attività.

I miei pensieri giravano e giravano, ma niente. Non riuscivo a trovare un nome che mi piacesse. Una sera, passeggiando tra i classici vicoli siciliani, la mia attenzione fu catturata da una cosa molto insolita, che ancora non avevo notato.

In Sicilia, il cibo e i ristoranti sono una cosa seria, proprio come in tutte le regioni del Sud. I ristoratori, o perlomeno la maggior parte, davano dei nomi semplici alle loro attività e questa cosa mi piaceva.

Nelle piazze, i luoghi che servivano da mangiare e da bere, erano un susseguirsi di “Ntoniu” (Antonio), “Don ‘Ndria” (Don Andrea), “Binnardu” (Bernardo), “Di Melina” (Di Melina), “Da Calogero” (che si legge uguale).

Quell’ultimo nome mi accese la lampadina. Volevo che la mia attività, frutto di tanti sacrifici, coincidesse esattamente con il mio nome. Fu così che una volta preso il traghetto del ritorno ed approdato sulla terra ferma, il ristorante “Da Calogero” divenne il vostro “Da Alfredo”.

Mai scelta fù più difficile, ma mai scelta fù più azzeccata!!!

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